Rimettersi in piedi dopo un colpo di frusta.

luca serra colpo di frusta 1

Comunemente conosciuto come “colpo di frusta”, la distorsione della rachide cervicale è uno dei traumi più noti tra le sindromi cervicali post-traumatiche. Questa patologia della colonna vertebrale interessa le vertebre che vanno dalla C1, detta Atlante alla C7, detta vertebra prominente. Nella maggioranza dei casi viene colpito dal fastidiosissimo colpo di frusta chi subisce incidenti stradali, brutte cadute o particolari infortuni sportivi.

Quale movimento provoca il colpo di frusta?

In tutti i casi, la distorsione del rachide cervicale deriva da un movimento inaspettato della testa che supera i limiti della fisiologica escursione articolare.
Il meccanismo che lo determina è l’eccessiva flesso-estensione del collo che causa conseguenze a livello muscolare e delle strutture nervose.

La diagnosi della distorsione del rachide cervicale.

Subito dopo il trauma è bene farsi controllare: i medici eseguiranno una radiografia, una visita ortopedica o una TAC (nei casi di sintomatologie più acute) per decretare che sintomi quali dolore cervicale, disturbi della vista o capogiri siano effettivamente espressione della patologia.

Per alleviare il dolore, è possibile indossare un collare ortopedico (per un periodo di 15 giorni), assumere antidolorifici e miorilassanti per via orale in modo da ridurre il dolore al collo o, in caso di vertigini, farsi prescrivere farmaci specifici.

Nonostante il riposo e il rilassamento siano indubbiamente i rimedi più efficaci, superata la fase cronica è bene rivolgersi ad un professionista che intervenga attivamente nella “fase di recupero” con manipolazioni del collo e movimenti specifici per aumentare l’afflusso di sangue nella zona traumatizzata e velocizzarne la guarigione.

Nei casi più gravi però, il recupero non è tale da consentire la ripresa immediata  dele attività quotidiane; per questo motivo, è bene fare attenzione ad evitare il “colpo di frusta”.

La prevenzione.

Per prevenire questo genere di traumi bisogna fare esercizio: qualsiasi movimento che rinforzi la muscolatura di collo e spalle o che aiuti la mobilità della colonna vertebrale sarà un toccasana per evitare stiramenti delle vertebre cervicali.