Nuove frontiere della chirurgia vertebrale mini invasiva

Che si intende per chirurgia vertebrale mini invasiva?

Per molti anni la chirurgia vertebrale è stata associata all’idea di interventi molto invasivi caratterizzati da grandi incisioni e da lunghi periodi di degenza ospedaliera e successivamente di riabilitazione. Negli ultimi anni, i progressi delle tecniche chirurgiche e la disponibilità di strumentari sempre più sofisticati hanno permesso di trasformare la chirurgia tradizionale in Chirurgia Vertebrale Mini invasiva che, sostanzialmente, permette di trattare molte condizioni patologiche della colonna vertebrale con interventi in regime di day surgery o con ricoveri molto brevi.

Quali sono i vantaggi rispetto al tradizionale intervento alla colonna vertebrale?

Incisioni più piccole meno dolore e migliori risultati estetici), minore perdita di sangue, degenza ospedaliera più breve con conseguente riduzione dei costi, meno farmaci per il controllo del dolore ed una ripresa molto più rapida del lavoro e delle attività di vita quotidiana.

In quali patologie della colonna si può applicare la chirurgia mini invasiva?

Praticamente in quasi tutte le condizioni morbose più frequenti: ernie del disco lombari e cervicali, fratture vertebrali, stenosi del canale, instabilità vertebrale, sindrome delle faccette articolari, aderenze cicatriziali, sindrome della giunzione sacro-iliaca.

In caso di ernia del disco?

Fra le molteplici possibilità’ fra le quali il chirurgo può scegliere, certamente, la discectomia percutanea o decompressione radicolare percutanea rappresenta una delle migliori tecniche oggi a disposizione. Si tratta di un intervento che si basa sull’impiego di una sottilissima sonda monouso del diametro di 0.3 mm che, introdotta nel disco erniato in anestesia locale sotto il controllo della fluoroscopia intraoperatoria, permette la trivellazione e quindi lo svuotamento del disco con conseguente riduzione della pressione all’interno del disco stesso e della compressione che esso determina sul nervo sciatico. Con una adeguata selezione dei casi da trattare l’efficacia di questa procedura supera l’80% dei successi con la scomparsa o la significativa riduzione della sintomatologia dolorosa praticamente immediata.

In caso di frattura vertebrale?

La vertebroplastica è una nuova tecnica chirurgica il cui scopo è di prevenire e curare le fratture vertebrali e il dolore conseguente, causate da marcata osteoporosi e da lesioni tumorali (metastasi, mieloma, angiomi, ecc.). Si effettua mediante l’iniezione di pochi ml di cemento acrilico (polimetacrilato) nel corpo vertebrale fratturato. L’introduzione del cemento determina il consolidamento dell’osso fratturato con conseguente risoluzione del dolore. La vertebroplastica rappresenta oggi il trattamento di prima scelta nelle fratture da osteoporosi e nelle metastasi vertebrali. Nelle fratture da osteoporosi dopo 24 ore dal trattamento il dolore è praticamente scomparso e il paziente può tornare a camminare. I risultati della Vertebroplastica prevedono la scomparsa o la significativa riduzione del dolore in una percentuale variabile dal 90% al 95% dei pazienti trattati con una bassissima percentuale di complicanze maggiori ( inferiore all’1% ). La procedura viene effettuata in dayhospital o al massimo con l’ospedalizzazione di un giorno, evitando pertanto ricoveri prolungati finora necessari per il trattamento di questi pazienti, con evidenti vantaggi anche in termini di costi per le Aziende Sanitarie.

In caso di stenosi del canale vertebrale?

Abbiamo varie opzioni. Ad esempio lo spaziatore interspinoso che viene impiantato attraverso una piccola incisione sulla schiena in anestesia locale. L’impianto è volto a mantenere aperto lo spazio tra i processi spinosi, affinché, in posizione eretta, i nervi circostanti la colonna non si comprimano causando dolore. La foraminotomia percutanea, un intervento utilizzato per alleviare la pressione sui nervi che vengono compressi nel forame intervertebrale, lo spazio della vertebra da cui il nervo spinale esce dal canale vertebrale. Infine, l’artrodesi vertebrale percutanea, un intervento che, con microscopiche incisione permette di eseguire una stabilizzazione della colonna dopo interventi di laminectomia o allargamento del canale per stenosi conclamate.

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